CATANZARO. “Una scoperta sensazionale che costringe a riscrivere i libri di biologia marina”. Con queste parole l’assessore regionale all’Ambiente, Silvio Greco, ha presentato questa mattina la scoperta avvenuta nei mari
calabresi di una vera e propria foresta di corallo nero. Oltre 30 mila esemplari di una specie che si credeva estinta da tempo e che ora consente di ripensare la situazione del mare Mediterraneo. Un risultato frutto di uno studio avviato nel 2005 dall’Isfra, con il progetto “MoBioMarCal” ancora in corso. Un monitoraggio che ha permesso di individuare il corallo nero nella secca di Scilla, in provincia di Reggio Calabria, e che doveva servire per tracciare un indice del sistema faunistico calabrese. “La Calabria – ha affermato l’assessore – ha avviato questo progetto nel 2005, unica regione in tutta Italia insieme alla Toscana. Un investimento complessivo di 1,4 milioni di euro che ha permesso di individuare questo primato e che nei prossimi mesi potrebbe portare novità eclatanti, con la scoperta di specie fino ad ora ignote. Rispetto al corallo nero, l’ultima segnalazione risale al 1946, quando è stato rinvenuto un frammento di venti centimetri. Nulla rispetto alla scoperta di oggi”. La scoperta è avvenuta a giugno del 2008 e da allora un campione del corallo nero è stato inviato all’Università delle Marche, dove è stata confermata la prima ipotesi del rinvenimento. Rispetto all’unicità del Mediterraneo, Greco ha sottolineato che oltre a Scilla ci sono altre dieci aree sotto osservazioni e per le quali si aspettano conferme. Un primo risultato la scoperta lo ha già portato, considerato che l’assessore calabrese all’Ambiente ha annunciato che la zona diventerà il sesto parco marino della regione, con l’iter che è in via di
attivazione. “Abbiamo investito 500 mila euro sui parchi marini – ha affermato Greco – e ora dobbiamo impegnarci maggiormente anche rispetto a questa importante novità”. Non solo ricerca per la nuova ricchezza calabrese, dal momento che l’assessore all’Ambiente intende utilizzare i parchi marini calabresi anche come attrazione turistica, rigorosamente a tutela dell’ambiente. L’idea è quella di dotare i parchi di telecamere subacquee che permetteranno di ammirare le unicità dei fondali marini della regione Calabria.

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